(Km: 16. Dislivello: 550 m)

Un convento in mezzo al paese. È quello dei frati cappuccini di Mels, nel canton San Gallo, lungo la piana del Reno. Di solito i cappuccini vanno a cercare silenzio e contemplazione (ricordate il Bigorio, prima fondazione dell’ordine in Svizzera?) qui invece, insediatisi a metà del Seicento, si sono frammisti alla gente e ancora oggi portano la Parola nel villaggio con la testimonianza della loro vita.

 

 

 

 

Adagiata su un pianoro lungo il fianco della montagna sta la cappella di sant’Antonio a Butz. Guardandola dal basso la ammiri per la sua posizione; entrandovi sei stupito dagli affreschi di metà Novecento. Si tratta di arte moderna, dove la rappresentazione della storia sacra si incontra e si scontra con il dramma e le tensioni dell’uomo che la dipinge. Così è per il purgatorio, dipinto nell’abside dall’artista Ferdinand Gehr.

 

A Wangs, dove parte la funivia per il Pizol, c’è l’Istituto Sancta Maria, un collegio per ragazzi retto dalla Fraternità di San Pio X. Si è insediato in un edificio in legno fatto costruire dal parroco erborista Künzle, già curato di questo paesotto tra il 1909 e il 1920 e sepolto nel locale cimitero.
Fu un grande diffusore della medicina naturale.

 

Grossa è la sorpresa quando da Bad Ragaz si guarda verso l’alto. Dove si intravede il profilo della Val Tamina spicca la statua del Cristo Redentore che abbraccia il mondo, che sembra quasi di aver fatto un esercizio di teletrasporto e di trovarsi tutto d’un colpo sul Corcovado di Rio de Janeiro. Si tratta proprio di una copia della statua brasileira, messa lì provvisoria ma che il volere della gente ha fatto diventare definitiva.

 

 

 

 

 

Eccoci finalmente all’ex abbazia benedettina di Pfäfers, sul monte di san Pirmino. Un’abbazia che venne soppressa a metà Ottocento e che da allora ospita una clinica. Resta però l’imponente chiesa barocca impreziosita da sgargianti stucchi, preziosi marmi, luminosi affreschi realizzati da magistri ticinesi. Nel Medioevo il monastero si occupò anche di sfruttare la sorgente termale, scoperta nella sottostante valle della Tamina. Sarebbe un sollievo, non solo dello spirito ma anche del corpo, terminare lì il pellegrinaggio.

 

P.S. A proposito di monasteri lungo il Reno… alla collezione manca Rheinau!

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One Reply to “SECONDO GIORNO: DA MELS A PFÄFERS”

  1. Sandro says:

    Grazie Maurizio per permetterci ogni anno di rivivere con intensità la camminata parrocchiale che facilmente scivola nel dimenticatoio non tanto per le fatiche del cammino (quelle si dimenticano non tanto facilmente!), ma per le notizie sui luoghi e i monasteri visitati.

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