(Km: 19. Dislivello: 700 m. Mezzi ausiliari: treno)

Le pareti della chiesa di San Giorgio a Rhäzuns parlano al visitatore. Nel Trecento due maestri l’hanno affrescata, riempiendo ogni spazio con le immagini. Il maestro di Waltensburg ha raccontato la leggenda di san Giorgio e la sua lotta con il drago, simbolo del peccato. Il maestro di Rhäzuns ha narrato, dipingendole, 60 scene dell’Antico e del Nuovo Testamento. Una ricchezza di immagini che ti sconvolge tanto che gli occhi, dopo un po’, vanno a cercare riposo nell’intenso blu degli sfondi.

 

 

 

Le gole della Ruinaulta vengono chiamate anche il Gran Canyon svizzero. Sono state scavate dal fiume Reno nella roccia calcarea scivolata a valle 14’000 anni fa, durante un’enorme frana. Hanno pareti impressionanti, alte fino a 400 metri, nelle quali si infila la ferrovia retica. Dei sentieri raggiungono il fondovalle, che offre scorci paesaggistici da lasciare col fiato sospeso.

 

 

 

 

A Waltensburg, che in romancio fa Vourz perché qui si parla questo idioma, si va soprattutto per vedere gli affreschi del maestro, che già campeggiano sulla parete esterna. Impressionante il ciclo della Passione, con una Crocefissione di grande qualità pittorica. Caratteristici i santi locali, Lucio e Florino. Particolare il martirio di san Sebastiano. Originale il sant’Antonio eremita (opera di un altro artista), tentato da una donna cornuta.

 

 

 

Tra gli affreschi della chiesa di sant’Eusebio a Brigels due catturano la nostra attenzione. Fuori sta un enorme san Cristoforo, che si può scorgere da molto lontano. Fu fatto così grande perché il poter ottenere, in punto di morte, una benedizione dal santo che traghettò il Signore, era un bel viatico per il trapasso. Dentro sta un’adorazione dei Magi ricca di particolari, inserita in un ampio paesaggio con cavalieri, contadini, città fortificate, uomini a mensa. Opera della bottega dei Seregnesi, è datata 1451.

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