(Km: 18. Dislivello: 400 m. Mezzo ausiliare: bus)

 

Appoggiato alla montagna sopra Sierre, circondato dai vigneti,  sta il monastero Notre-Dame de Géronde. Qui già nel 500 venne costruita una chiesa e molte delle grandi famiglie spirituali hanno vissuto in questo luogo. Ora ci stanno le suore bernardine di Collombey, legate alla famiglia cistercense.

 

 

A Granges prendiamo il “Chemin du vignoble”: ci tuffiamo nella vigna tra scalinate e muri a secco. I sentieri a strapiombo sono disegnati nelle sassose pareti e sotto di noi il Rodano imbrigliato fende la pianura come una spada. Per buona parte del percorso siamo affiancati da una “bisse”, il canale d’irrigazione che distribuisce l’acqua in questa che è la zona più arida di tutta la Svizzera.

 

 

La preziosa acqua è conservata anche nelle viscere della roccia: a Saint-Léonard c’è il lago sotterraneo accessibile più grande d’Europa. Anche in questa località la vigna è dappertutto e quando le piante sono senza foglie, i pendii sono pennellati del colore della terra. Se dal cielo scende poca acqua, in terra non è certo il vino che manca.

 

 

Due colline interrompono a Sion la piana del fondovalle;
le hanno chiamate Tourbillon e Valère. In cima a quest’ultima sta una chiesa fortificata, ora basilica. Ha ancora il tramezzo, elemento architettonico progressivamente eliminato dopo il concilio di Trento. Ha anche l’organo più antico al mondo ancora funzionante, incastonato a nido di rondine sulla parete di fondo. E in città si trova la più antica iscrizione cristiana della Svizzera: un monogramma di Cristo dell’anno 337.

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