Splendide le gole della Ruinaulta che ammiriamo salendo lungo la sponda destra del Reno. Questa strada ci porterร prima a Ilanz e poi a Disentis.
Risalendo la valle del Reno Anteriore, nell’antico territorio della Lega Grigia, dopo l’attraversamento della suggestiva Ruinaulta, il “gran canyon svizzero”, si scorge da lontano l’immensa facciata dell’abbazia benedettina barocca di Disentis, denominata l’Arca bianca e progettata dal famoso monaco-architetto Caspar Moosbrugger. L’abbiamo visitata al termine del nostro VI pellegrinaggio, guidati da un estroso monaco ticinese e dai suoi… pittoreschi commenti. Nel ripensare a questa grandiosa opera dโarte, รจ bene ricordarsi le parole attribuite a san Riccardo del Wessex, detto il pellegrino: โGirovago รจ chi passa senza carico nรฉ direzione. Camminatore chi ha preso lo zaino e marcia. Pellegrino chi, oltre a cercare, sa inginocchiarsi quando รจ necessario.โ
Chi vuole puรฒ scegliere il rafting, mentre gli altri prenderanno la comoda strada che costeggia il fiume Reno e passa da Flims, Coira e Landquart. A Bad Ragaz si svolta verso Pfรคfers.
Scendendo la valle del Reno da Coira verso Mels, abbiamo visitato lโabbazia benedettina di Pfรคfers, soppressa nel 1838, di cui rimane lโimponente chiesa barocca, impreziosita da artisti ticinesi. Il monastero si occupรฒ anche di sfruttare la sorgente termale della valle della Tamina. Nel 2016, noi che sognavamo un tuffo nellโacqua termale a sollievo delle stanche membra, purtroppo prendemmo acqua in abbondanza maโฆ dal cielo. Sempre a proposito di acquaโฆ sagge sono le parole che Gesรน rivolse alla Samaritana: โChiunque beve di questโacqua avrร di nuovo sete; ma chi berrร dellโacqua che io gli darรฒ, non avrร piรน sete in eterno. Anzi, lโacqua che io gli darรฒ diventerร in lui una sorgente dโacqua che zampilla per la vita eternaโ.
A Sargans abbandoniamo il Reno e ci dirigiamo verso il Walensee, che affianchiamo fino a raggiungere Weesen.
A Weesen sostiamo nel convento delle suore domenicane, uno dei tre sopravvissuti in Svizzera. Oltre alla preghiera e alla contemplazione esse si occupano della ย ย ย ย fabbricazione di ostie. ร lโoccasione per recitare la preghiera del โRegina Coeliโ, quella che recitiamo a mezzogiorno durante i pellegrinaggi che sempre si svolgono nel tempo pasquale.
Infiliamoci nella valle della Linth che risaliamo tutta fino allโattacco del passo del Klausen. Ci aspetta una salita lunga e piacevole, e una discesa piรน ripida sul versante urano. A Bรผrglen imbocchiamo la Ridertal.
Quante volte abbiamo percorso in automobile la valle della Reuss senza mai fermarci, se non in qualche ritrovo. Che sorpresa pertanto la visita delle sue numerose chiese con splendidi altari barocchi. La testimonianza di una fede che ha lasciato tracce luminose in un territorio che appare impervio. Una fede che si aggrappa alle rocce, che รจ solida e costante nel tempo, come quel contadino che abbiamo incontrato allโinizio della Via Crucis che portava, come ogni settimana, un cero alla Madonna.
Ecco un passo che sarร una sorpresa per molti. ร i Surenenpass, che ci porta direttamente ad Engelberg. I meno allenati possono prendere la teleferica da Attinghausen cosรฌ da avere piรน dolce la salita.
Engelberg, il “Monte degli Angeli”: la sua abbazia benedettina, seconda per importanza in Svizzera dopo Einsiedeln, con la meravigliosa collegiata barocca dedicata a Maria Assunta, รจ stata il punto di partenza del pellegrinaggio organizzato nell’anno del 700ยฐ di fondazione della Confederazione, concluso con un tratto della Via Svizzera fino a Seedorf. Al termine del pellegrinaggio don Marco Dazzi ci consegnรฒ queste parole: “ร unโoccasione per ringraziare la Provvidenza divina che, servendosi della dedizione di molti cittadini delle generazioni che ci hanno preceduto, attraverso molteplici vicende storiche, ci ha dato il Paese nel quale oggi siamo felici di vivereโ.
Tappa mista per il gran finale. Scendiamo in bus fino a Buochs, da qui si attraversa il lago con il traghetto fino a Gersau e si riprende il bus che ci porta a Svitto e poi su fino a Einsiedeln.
Einsiedeln รจ il santuario mariano piรน frequentato in Svizzera ed รจ anche quello piรน visitato dai nostri pellegrinaggi: due volte come meta finale (1988 provenienti dal Ranft e 1997 da Fischingen) e due volte come punto di partenza (1998 per Hermetschwil e 2007 per il Ranft).
Qui perรฒ la mente torna inevitabilmente a quell’afoso pomeriggio del 1ยฐ maggio 1988 quando, risalendo le vie della cittadina svittese e sbucando sull’assolata piazza del monastero, dopo i 47 km del primo pellegrinaggio, ci apparvero come un miraggio le sagome familiari delle due torri campanarie e la meravigliosa facciata barocca della basilica. Le due braccia semicircolari dei porticati ci accolsero come in un abbraccio per guidarci all’interno alla Cappella delle Grazie, che custodisce la venerata effigie della Madonna degli Eremiti.
Davanti alla quale ogni sera, da tempo immemorabile, dopo la recita dei Vesperi i monaci intonano l’antico canto del Salve Regina. Commenta padre Mauro Lepori, abate generale dei Cistercensi: “Nel Salve Regina chiediamo su tutta la valle di lacrime del mondo, e su tutti gli esuli figli di Eva, la luce dolce e consolante degli occhi misericordiosi della Regina e Madre di Misericordia, affinchรฉ in ogni circostanza, in ogni notte e pericolo, lo sguardo di Maria ci mostri Gesรน, ci mostri che Gesรน รจ presente, che ci conforta, che ci guarisce e ci salva“.
Vite di fiumi che scorrono placidi nellโAltopiano, formando anse e volute. Si comincia dal gomito della Limmat a Wettingen: lโideale per costruirci, nel Medioevo, unโabbazia. Si finisce ancora sulla Limmat, nel convento di Fahr. In mezzo ci stanno le scorribande tra le colline per andare ad acchiappare la Reuss e le sue impressionanti spire in quel di Bremgarten. Sarebbe bello possedere la macchina del tempo per scoprire come gli uomini, lungo i secoli, abbiano addomesticato queste terre.
Lโabbazia Stella
Maris di Wettingen รจ un affascinante scenario di vita cistercense. I monaci
che seguono la regola di san Benedetto, desiderando compiere la volontร e
lโopera di Dio, si fanno guidare dalla preghiera e dal lavoro. Vivono in
povertร e fraternitร , abbracciano il silenzio che รจ spazio di contemplazione,
si sostengono essenzialmente con il lavoro manuale. Per secoli รจ stata scuola
di vita, oggi รจ scuola cantonale e i monaci vivono in esilio in Austria, a
Mehrerau.
Ancora un ex convento, ancora un meandro del fiume, ancora la spiritualitร cistercense, questa volta perรฒ il ramo femminile. Eccoci a Gnadenthal sulle rive della Reuss, dove nel Trecento sorse un monastero sotto lโautoritร dellโabbazia di Wettingen. Gnadenthal significa โValle della Graziaโ e dove un tempo si curavano le anime, oggi si curano i corpi.
A Gรถslikon tre compatti edifici con spioventi accentuati richiamano lโattenzione dei passanti. Sono la chiesa di santa Maria Assunta, la cappella di san Rocco e la casa parrocchiale. Lโorigine della chiesa, risalente al 1048, ci ricorda lโimportanza che il cristianesimo ebbe per queste terre.
Questa volta non cโรจ un solo meandro, bensรฌ due, forse tre,
a guardare bene anche quattro. A Bremgarten
il fiume sembra un serpentello che si contorce battuto dal bastone. Vale la
pena vagabondare per la cittร alta e assaporare aria di Medioevo. La cittร
bassa custodisce preziosi edifici religiosi come la chiesa di san Nicola, lโex
convento di terziarie francescane con la cappella di santa Chiara e le cappelle
dedicate a santโAnna e a Nostra Signora.
(Km 21. Dislivello: 300 m. Mezzi ausiliari: autobus)
Per avere miglior protezione attorno ai castelli, si
scavava un fossato. A Bremgarten non
fu necessario, perchรฉ ci aveva giร pensato la Reuss. E cosรฌ la cittร potรฉ
concentrarsi su altre opere di difesa: torri e ponti. Dร conforto agli occhi ammirare
le tre torri rimaste e il ponte, lungo circa 100 metri, di cui 50 coperti, con
le cappelle di santโAnna e di san Giovanni Nepomuceno.
ร consuetudine confondere gli Antoni. Cโรจ un santโAntonio del Deserto, detto anche abate, vissuto nei primi secoli del cristianesimo e un santโAntonio di Padova, francescano, arrivato mille anni dopo. Lโeremo di santโAntonio a Emaus รจ dedicato al primo, ma racchiude un ciclo di 32 quadri sulla vita del secondo, e un altro di 36 su quella del primo, forse per creare un poโ di confusione, certamente perchรฉ รจ diventato ospizio per suore francescane.
A sud di Bremgarten, poco sotto i due splendidi meandri che forse sono quattro, sta il convento delle benedettine di Hermetschwil dove arrivammo al termine dellโundicesimo pellegrinaggio. ร bello attraversare la Reuss sul ponte di legno, รจ massacrante salire i cento gradini spaccagambe che portano al convento.
Il santuario Nostra
Signora di Jonenthal รจ dedicato allโAnnunciazione di Maria. Secondo una
leggenda, la chiesa venne costruita dove un pastorello ritrovรฒ illesa la sua
capretta caduta dal dirupo. Rassicurato ma esausto dallโemozione si addormentรฒ
in quel luogo e al risveglio trovรฒ la statua della Madonna che ora ci guarda
dallโaltare.
Ancora
qualche chilometro a piedi e altri in bus ed eccoci al convento delle benedettine di Fahr dove ritroviamo la Limmat. Siamo
in unโenclave del Canton Argovia conficcata nel Canton Zurigo, un cenobio cattolico
in terra protestante. La chiesa รจ stata affrescata da artisti ticinesi. Le
suore vivono grazie al lavoro della terra, in un lembo di terra che resiste
stoicamente allโinvasione del cemento.
Dobbiamo proprio servirci di questa macchina del tempo,
per fare un viaggetto nel Medioevo. E allora prendiamo quota per
osservare la macchia verde della foresta, serpentata dallโazzurro dei
fiumi. Ecco in un piccolo slargo i monaci che dissodano le lande per
poter vivere e pregare: hanno trovato un posto vicino allโacqua, con un
poโ di pianura dove fare i campi e una cava dove procurarsi materiale da
costruzione, naturalmente cโรจ il bosco che fornisce riparo e legna per
scaldare e cucinare. Ora รจ tutta periferia di Zurigo. E non hanno
lasciato lโerba.