27 – Diesentis

Splendide le gole della Ruinaulta che ammiriamo salendo lungo la sponda destra del Reno. Questa strada ci porterร  prima a Ilanz e poi a Disentis.

Risalendo la valle del Reno Anteriore, nell’antico territorio della Lega Grigia, dopo l’attraversamento della suggestiva Ruinaulta, il “gran canyon svizzero”, si scorge da lontano l’immensa facciata dell’abbazia benedettina barocca di Disentis, denominata l’Arca bianca e progettata dal famoso monaco-architetto Caspar Moosbrugger. L’abbiamo visitata al termine del nostro VI pellegrinaggio, guidati da un estroso monaco ticinese e dai suoi… pittoreschi commenti. Nel ripensare a questa grandiosa opera dโ€™arte, รจ bene ricordarsi le parole attribuite a san Riccardo del Wessex, detto il pellegrino: โ€œGirovago รจ chi passa senza carico nรฉ direzione. Camminatore chi ha preso lo zaino e marcia. Pellegrino chi, oltre a cercare, sa inginocchiarsi quando รจ necessario.โ€

28 – Pfรคfers

Chi vuole puรฒ scegliere il rafting, mentre gli altri prenderanno la comoda strada che costeggia il fiume Reno e passa da Flims, Coira e Landquart. A Bad Ragaz si svolta verso Pfรคfers.

Scendendo la valle del Reno da Coira verso Mels, abbiamo visitato lโ€™abbazia benedettina di Pfรคfers, soppressa nel 1838, di cui rimane lโ€™imponente chiesa barocca, impreziosita da artisti ticinesi. Il monastero si occupรฒ anche di sfruttare la sorgente termale della valle della Tamina. Nel 2016, noi che sognavamo un tuffo nellโ€™acqua termale a sollievo delle stanche membra, purtroppo prendemmo acqua in abbondanza maโ€ฆ dal cielo. Sempre a proposito di acquaโ€ฆ sagge sono le parole che Gesรน rivolse alla Samaritana: โ€œChiunque beve di questโ€™acqua avrร  di nuovo sete; ma chi berrร  dellโ€™acqua che io gli darรฒ, non avrร  piรน sete in eterno. Anzi, lโ€™acqua che io gli darรฒ diventerร  in lui una sorgente dโ€™acqua che zampilla per la vita eternaโ€.

29 – Weesen

A Sargans abbandoniamo il Reno e ci dirigiamo verso il Walensee, che affianchiamo fino a raggiungere Weesen.

A Weesen sostiamo nel convento delle suore domenicane, uno dei tre sopravvissuti in Svizzera. Oltre alla preghiera e alla contemplazione esse si occupano della ย ย ย ย  fabbricazione di ostie. รˆ lโ€™occasione per recitare la preghiera del โ€œRegina Coeliโ€, quella che recitiamo a mezzogiorno durante i pellegrinaggi che sempre si svolgono nel tempo pasquale.

30 – Riedertal

Infiliamoci nella valle della Linth che risaliamo tutta fino allโ€™attacco del passo del Klausen. Ci aspetta una salita lunga e piacevole, e una discesa piรน ripida sul versante urano. A Bรผrglen imbocchiamo la Ridertal.

Quante volte abbiamo percorso in automobile la valle della Reuss senza mai fermarci, se non in qualche ritrovo. Che sorpresa pertanto la visita delle sue numerose chiese con splendidi altari barocchi. La testimonianza di una fede che ha lasciato tracce luminose in un territorio che appare impervio. Una fede che si aggrappa alle rocce, che รจ solida e costante nel tempo, come quel contadino che abbiamo incontrato allโ€™inizio della Via Crucis che portava, come ogni settimana, un cero alla Madonna.

31 – Engelberg

Ecco un passo che sarร  una sorpresa per molti. รˆ i Surenenpass, che ci porta direttamente ad Engelberg. I meno allenati possono prendere la teleferica da Attinghausen cosรฌ da avere piรน dolce la salita.

Engelberg, il “Monte degli Angeli”: la sua abbazia benedettina, seconda per importanza in Svizzera dopo Einsiedeln, con la meravigliosa collegiata barocca dedicata a Maria Assunta, รจ stata il punto di partenza del pellegrinaggio organizzato nell’anno del 700ยฐ di fondazione della Confederazione, concluso con un tratto della Via Svizzera fino a Seedorf. Al termine del pellegrinaggio don Marco Dazzi ci consegnรฒ queste parole: “รˆ unโ€™occasione per ringraziare la Provvidenza divina che, servendosi della dedizione di molti cittadini delle generazioni che ci hanno preceduto, attraverso molteplici vicende storiche, ci ha dato il Paese nel quale oggi siamo felici di vivereโ€.

32 – Einsiedeln

Tappa mista per il gran finale. Scendiamo in bus fino a Buochs, da qui si attraversa il lago con il traghetto fino a Gersau e si riprende il bus che ci porta a Svitto e poi su fino a Einsiedeln.

Einsiedeln รจ il santuario mariano piรน frequentato in Svizzera ed รจ anche quello piรน visitato dai nostri pellegrinaggi: due volte come meta finale (1988 provenienti dal Ranft e 1997 da Fischingen) e due volte come punto di partenza (1998 per Hermetschwil e 2007 per il Ranft).

Qui perรฒ la mente torna inevitabilmente a quell’afoso pomeriggio del 1ยฐ maggio 1988 quando, risalendo le vie della cittadina svittese e sbucando sull’assolata piazza del monastero, dopo i 47 km del primo pellegrinaggio, ci apparvero come un miraggio le sagome familiari delle due torri campanarie e la meravigliosa facciata barocca della basilica. Le due braccia semicircolari dei porticati ci accolsero come in un abbraccio per guidarci all’interno alla Cappella delle Grazie, che custodisce la venerata effigie della Madonna degli Eremiti.

Davanti alla quale ogni sera, da tempo immemorabile, dopo la recita dei Vesperi i monaci intonano l’antico canto del Salve Regina. Commenta padre Mauro Lepori, abate generale dei Cistercensi: “Nel Salve Regina chiediamo su tutta la valle di lacrime del mondo, e su tutti gli esuli figli di Eva, la luce dolce e consolante degli occhi misericordiosi della Regina e Madre di Misericordia, affinchรฉ in ogni circostanza, in ogni notte e pericolo, lo sguardo di Maria ci mostri Gesรน, ci mostri che Gesรน รจ presente, che ci conforta, che ci guarisce e ci salva“.

Wettingen – Fahr. Meandri della Reuss e rive della Limmat.

Pellegrinaggio numero 15

Vite di fiumi che scorrono placidi nellโ€™Altopiano, formando anse e volute. Si comincia dal gomito della Limmat a Wettingen: lโ€™ideale per costruirci, nel Medioevo, unโ€™abbazia. Si finisce ancora sulla Limmat, nel convento di Fahr. In mezzo ci stanno le scorribande tra le colline per andare ad acchiappare la Reuss e le sue impressionanti spire in quel di Bremgarten. Sarebbe bello possedere la macchina del tempo per scoprire come gli uomini, lungo i secoli, abbiano addomesticato queste terre.

Primo giorno: da Wettingen a Bremgarten

(Km: 19,5 . Dislivello: 400 m)

Lโ€™abbazia Stella Maris di Wettingen รจ un affascinante scenario di vita cistercense. I monaci che seguono la regola di san Benedetto, desiderando compiere la volontร  e lโ€™opera di Dio, si fanno guidare dalla preghiera e dal lavoro. Vivono in povertร  e fraternitร , abbracciano il silenzio che รจ spazio di contemplazione, si sostengono essenzialmente con il lavoro manuale. Per secoli รจ stata scuola di vita, oggi รจ scuola cantonale e i monaci vivono in esilio in Austria, a Mehrerau.


Ancora un ex convento, ancora un meandro del fiume, ancora la spiritualitร  cistercense, questa volta perรฒ il ramo femminile. Eccoci a Gnadenthal sulle rive della Reuss, dove nel Trecento sorse un monastero sotto lโ€™autoritร  dellโ€™abbazia di Wettingen. Gnadenthal significa โ€œValle della Graziaโ€ e dove un tempo si curavano le anime, oggi si curano i corpi.


A Gรถslikon tre compatti edifici con spioventi accentuati richiamano lโ€™attenzione dei passanti. Sono la chiesa di santa Maria Assunta, la cappella di san Rocco e la casa parrocchiale. Lโ€™origine della chiesa, risalente al 1048, ci ricorda lโ€™importanza che il cristianesimo ebbe per queste terre.


Questa volta non cโ€™รจ un solo meandro, bensรฌ due, forse tre, a guardare bene anche quattro. A Bremgarten il fiume sembra un serpentello che si contorce battuto dal bastone. Vale la pena vagabondare per la cittร  alta e assaporare aria di Medioevo. La cittร  bassa custodisce preziosi edifici religiosi come la chiesa di san Nicola, lโ€™ex convento di terziarie francescane con la cappella di santa Chiara e le cappelle dedicate a santโ€™Anna e a Nostra Signora.

Secondo giorno: da Bremgarten a Fahr

(Km 21. Dislivello: 300 m. Mezzi ausiliari: autobus)

Per avere miglior protezione attorno ai castelli, si scavava un fossato. A Bremgarten non fu necessario, perchรฉ ci aveva giร  pensato la Reuss. E cosรฌ la cittร  potรฉ concentrarsi su altre opere di difesa: torri e ponti. Dร  conforto agli occhi ammirare le tre torri rimaste e il ponte, lungo circa 100 metri, di cui 50 coperti, con le cappelle di santโ€™Anna e di san Giovanni Nepomuceno.


รˆ consuetudine confondere gli Antoni. Cโ€™รจ un santโ€™Antonio del Deserto, detto anche abate, vissuto nei primi secoli del cristianesimo e un santโ€™Antonio di Padova, francescano, arrivato mille anni dopo. Lโ€™eremo di santโ€™Antonio a Emaus รจ dedicato al primo, ma racchiude un ciclo di 32 quadri sulla vita del secondo, e un altro di 36 su quella del primo, forse per creare un poโ€™ di confusione, certamente perchรฉ รจ diventato ospizio per suore francescane.


A sud di Bremgarten, poco sotto i due splendidi meandri che forse sono quattro, sta il convento delle benedettine di Hermetschwil dove arrivammo al termine dellโ€™undicesimo pellegrinaggio. รˆ bello attraversare la Reuss sul ponte di legno, รจ massacrante salire i cento gradini spaccagambe che portano al convento.


Il santuario Nostra Signora di Jonenthal รจ dedicato allโ€™Annunciazione di Maria. Secondo una leggenda, la chiesa venne costruita dove un pastorello ritrovรฒ illesa la sua capretta caduta dal dirupo. Rassicurato ma esausto dallโ€™emozione si addormentรฒ in quel luogo e al risveglio trovรฒ la statua della Madonna che ora ci guarda dallโ€™altare.


Ancora qualche chilometro a piedi e altri in bus ed eccoci al convento delle benedettine di Fahr dove ritroviamo la Limmat. Siamo in unโ€™enclave del Canton Argovia conficcata nel Canton Zurigo, un cenobio cattolico in terra protestante. La chiesa รจ stata affrescata da artisti ticinesi. Le suore vivono grazie al lavoro della terra, in un lembo di terra che resiste stoicamente allโ€™invasione del cemento.


Dobbiamo proprio servirci di questa macchina del tempo, per fare un viaggetto nel Medioevo. E allora prendiamo quota per osservare la macchia verde della foresta, serpentata dallโ€™azzurro dei fiumi. Ecco in un piccolo slargo i monaci che dissodano le lande per poter vivere e pregare: hanno trovato un posto vicino allโ€™acqua, con un poโ€™ di pianura dove fare i campi e una cava dove procurarsi materiale da costruzione, naturalmente cโ€™รจ il bosco che fornisce riparo e legna per scaldare e cucinare. Ora รจ tutta periferia di Zurigo. E non hanno lasciato lโ€™erba.