Alcune impressioni…
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Pellegrinaggio della Parrocchia di Massagno
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Pellegrinaggio n.32
Chi viaggia non sempre si sente sicuro: nellโaffrontare posti sconosciuti รจ meglio mettersi nelle mani di chi sa darti aiuto e protezione. E cosรฌ, lungo la Via delle Genti sono fioriti ospizi e chiese, ospedali del corpo e dellโanima. Li visiteremo scendendo verso nord e accompagnando la Reuss, sobbalzante lungo il passaggio che si รจ scavata per raggiungere il lago dei Quattro Cantoni.
(Km: 14. Dislivello: 277 m, mezzi ausiliari: treno e bus)

Hospental sta per ospizio, ospedale. Situata ai piedi del passo del San Gottardo questa localitร รจ importante crocevia di passi alpini. Tra le case del borgo vecchio, con la pavimentazione di un tempo, spicca la bella chiesa di Santa Maria Assunta, dove si sente profumo di Walser: ci sono altari lignei, drappi processionali, santi dappertutto.

Andermatt sta sotto la protezione del Bosco Sacro e dei santi Pietro e Paolo, patroni della chiesa parrocchiale (impressiona, in questa chiesa, il Cristo crocifisso che trasuda sangue). Altri santi vegliano su questo borgo dai rispettivi edifici sacri: san Michele, san Colombano, Maria Ausiliatrice (anche lei con funzione di riparo valangario). Purtroppo non sono riusciti a proteggerlo dalla speculazione edilizia dellโimprenditore egiziano.

Si potrebbe scendere lungo le Gole della Schรถllenen, come fece Suvorov con il suo esercito, e si potrebbe anche passare sul Ponte del Diavolo, come fece il caprone. Ma le valanghe incombono ed รจ meglio non correre rischi. Con il treno raggiungiamo Gรถschenen, regno del grigio: grigie sono le case, grigie le rocce, grigia la ferrovia; quel giorno era grigio anche il tempo.

La chiesa di Wassen รจ conosciuta perchรฉ si vede tre volte dai finestrini del treno. Dal momento che, almeno esteriormente, tutti lโhanno vista cosรฌ tanto, passiamo oltre e raggiungiamo la pianura della Reuss.

Un tempo cโerano pochi medici e poche medicine, cosรฌ che per curarsi la gente ha imparato ad arrangiarsi diversamente. Faceva infatti ricorso ai 14 Santi Ausiliatori: il decollato san Luigi sanava il mal di testa; santa Barbara, piรน forte delle fiamme durante il martirio, proteggeva contro i fulmini; lโesorcista san Ciriaco liberava dalle tentazioni diaboliche. A Dรถrfli (comune di Silenen) sta una splendida cappella con affrescati questi 14 santi.

Terminiamo la giornata con il santuario mariano di Nostra Signora nel Prato della caccia a Erstfeld, dove il telo con lโimmagine acheropita non si trova tra le mani della Veronica, ma nel palco di un cervo. Da qui, lungo la Via delle Genti, sono passati pellegrini, cacciatori, somieri, eserciti, viandanti e anche le reliquie dei Re Magi, in viaggio da Milano a Colonia.
(Km: 17. Dislivello: 577 m)

Sulla piazza di Altdorf cโรจ la statua di Guglielmo Tell col figlio Gualtierino. โDesmetela de bev, papร , se no te ghe vedet dopiโ, supplica il buon Gualtierino nella canzone di Davide Van De Sfroos. Noi non vedremo doppio ma, anche in questa giornata, molto, a cominciare dalla parrocchiale di san Michele ad Altdorf e dalle fiorite croci ferree del cimitero che la circonda.

Via verso Bรผrglen, paese che diede i natali al nostro eroe nazionale. Nella cappella di Tell con il ciclo di affreschi sulla sua vita, รจ ritratto anche il fido Gualtierino, spesso dimenticato dalla storia, che cosรฌ si racconta: โe pensร che seri mi, quel fiรถo con la poma in sula crapa, e podevi mia tremร e pregavi: “sperรฉm che la ciapa!”

Una Via Crucis si infila nella Riedertal, valle dai pendii scoscesi dove i verdi prati raccontano le fatiche dei contadini. La strada sโimpenna, indurisce le gambe, taglia il fiato. Dโun tratto un dolce suono di campane dร sollievo alle fatiche della salitaโฆ

โฆ non sembra vero, ma in mezzo a questa valle arcigna si disegna un santuario mariano e quando apri il suo portone resti a bocca aperta nellโammirare la navata e il soffitto rivestiti di spettacolari affreschi cinquecenteschi. Sulla controfacciata il Giudizio Universale ti fa credere dโessere a Torcello o a Pisa, nel cuore dellโarte medievale, eppure sei solo in una sperduta valle alpina! Sembra quasi un miraggio: devi pizzicarti per essere sicuro di non sognare.

A Bรผrglen la Madonna ti aspetta in fondo alla Ridertal ma ti accoglie anche in paese, nella cappella di Loreto della frazione di Stalden. Qui si trova la Santa Casa di Nazareth, partita nel 1291 (il patto del Grรผtliโฆ il Guglielmoโฆ solo una coincidenza?) e trasportata dagli angeli a Loreto, per poi duplicarsi in centinaia di copie in tutta Europa; in Svizzera ce ne sono ben 45!

Scendiamo sul fondovalle e torniamo alle chiese imponenti. A Schattdorf ce nโรจ una che puรฒ ospitare anche 600 persone. Lโhanno costruita in posizione dominante, quasi a sorvegliare il paese. Nellโaltare maggiore ecco una Madonna trasformista: un meccanismo nascosto la presenta ai fedeli ora incoronata, ora assunta.

Attraversiamo la Reuss e portiamoci sul versante opposto. Anche qui dominante, pur se dominata dalle rovine di un castello, ecco la chiesa di Attinghausen. Non ha il gallo sul campanile: cโรจ chi dice che sia stato nottetempo sottratto dal celebre ristorante poco lontano, che aveva finito le scorteโฆ

A Seedorf cโรจ un monastero che in origine era un lazzaretto. Abbiamo cominciato il trentaduesimo pellegrinaggio in un ospedale, lo terminiamo in un altro. Pur sempre di caritร si tratta: una parola che รจ sinonimo di amore. Nel Cinquecento vennero ad insediarsi in questa piana prossima al lago alcune monache benedettine provenienti dallโabbazia di Claro; anche loro, come noi, si erano mosse lungo la Via delle Genti.
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Pellegrinaggio numero 14
Appenzello viene dal latino โabbatis cellaโ (la cella dellโabate), lo potete leggere sulla cartina settecentesca. Ma se รจ chiaro di che abate si tratti (quello della vicina San Gallo), ancora oscura รจ la questione della cella. Si tratta di una piccola stanza, dove lโabate poteva riposarsi e trovare la tranquillitร , o della cantina, dove invece rifocillarsi? Entrambe le ipotesi sono convincenti. Appenzello รจ oasi di pace e di natura ma anche luogo di agricoltura e pastorizia. A noi persuadono entrambi i significati.
(Km: 17,5. Dislivello: 600 m. Mezzi ausiliari: autobus)
Appenzello รจ nato nel 1513 come cantone a sรฉ stante poi, in seguito ai contrasti tra cattolici e protestanti, si รจ diviso in due semi-cantoni. Il Canton Appenzello Interno, a maggioranza cattolica, ha quattro exclavi (due territori e due conventi) completamente circondati dal cantone di Appenzello Esterno. Uno di questi รจ il convento di santa Ottilia a Grimmenstein, delle suore cappuccine. Si occupano della nostra salvezza spirituale attraverso la preghiera, e della nostra salvezza materiale, producendo medicinali a base di erbe, balsami, tisane e lโamaro francescano.
Questo angolo ad est di Appenzello si infila nella valle del Reno. A noi sta ora il compito di procedere verso ovest, slalomando tra exclavi e cantoni, e di risalire la china, un poโ a piedi un poโ supportati dagli autobus.
Superando le dolci colline appenzellesi, ricamate dalle strade ferrate giungiamo ad Haslen, nel territorio di Appenzello Interno, dove ci aspetta il santuario di Maria Ausiliatrice (Maria Hilf). ร chiesa di inizio Novecento, edificata nello stile neoromanico. Lโimpianto รจ effettivamente simile al romanico, ma cโรจ anche molto โneoโ, perchรฉ dello stile medievale mancano lโessenzialitร e la compostezza.
Terminiamo la giornata in un altro convento appenzellese. Siamo nel roseto di Maria (Maria Rosengarten) a Wonnenstein. Giusto per confondere ancora un poโ le idee, questa รจ unโaltra exclave di Appenzello Interno: siamo infatti nel canton Appenzello Esterno, anche se ci troviamo a pochi metri di questo stesso cantone. Inutile cercare spiegazioni. Anche qui ci sono suore cappuccine che analogamente a quelle incontrate allโinizio della giornata si occupano della salvezza di tutti gli uomini. Indistintamente.